11 marzo 2011, Fukushima. Sono le 14:46 ore locali quando al largo delle coste orientali del Giappone la terra inizia a tremare violentemente. Una scossa di magnitudo 9 fa innalzare le onde del mare per oltre dieci metri, generando uno tsunami che lascia al suo passaggio morte e distruzione. Il bilancio del sisma combinato allo tsunami, già di per sé disastroso, è aggravato dall’incidente alla centrale nucleare di Fukushima.

 

7 luglio 2005, Londra. Il sistema di trasporti pubblici della capitale britannica viene colpito da un gruppo di attentatori durante l’ora di punta, quando i cittadini londinesi sono soliti recarsi sul posto di lavoro: tre treni della metropolitana vengono colpiti quasi in contemporanea dalle bombe; un’ora più tardi viene fatto esplodere anche un autobus.

 

19 settembre 1985, Città del Messico. Un sisma di magnitudo 8.1 con epicentro sulla costa messicana dell’Oceano Pacifico si abbatte sul Messico, colpendo in maniera fortemente grave la sua capitale. La città viene pressoché rasa al suolo.

 

Il protagonista della storia, Rodrigo Cortes Guadarrama, regista, scenografo e attore sulla scena, è miracolosamente scampato a queste tre catastrofi. Il suo è un racconto autobiografico e autentico. Se sopravvivere ad una catastrofe può essere fortuna, uscire incolume da tre catastrofi può rientrare tra quegli avvenimenti eccezionali. Nella vita è fondamentale trovarsi sempre sul posto giusto al momento giusto, ma talvolta trovarvisi al momento sbagliato può risultare provvidenziale. Avere la possibilità di raccontare ciò a cui si è sopravvissuti è un dono, soprattutto se si tengono in considerazione i disastrosi bilanci delle tre catastrofi che vengono raccontate. A noi che ascoltiamo stupiti ed esterrefatti il racconto non può che restare la consapevolezza che la nostra vita è un privilegio e che non dobbiamo smettere mai, nemmeno per un momento, di viverla a fondo.

Giacomo Moceri