5 luglio 2018

 

Dopo il successo dello scorso anno torna sul palco di Campazzo San Sebastiano la School of Drama dell’Università Aristotele di Salonicco. Ad aprire la sesta edizione del Venice Open Stage è Gasping. Lo spettacolo, tesi di diploma del corso in Costume Design, è un omaggio alla biografia di Lavinia Schulz, attrice, ballerina e costumista dell’avanguardia tedesca, e del suo partner artistico nonché compagno di vita, Walter Holdt.

 

Siamo nella Germania degli anni Venti, il paese più colpito dalla crisi e dalle drammatiche conseguenze della guerra. È in questo contesto che Lavinia e Walter si incontrano. Sulla scena li vediamo come due personaggi a sé stanti, che, camminando velocemente nella medesima direzione, finiscono per incontrarsi e riconoscersi come simili: è subito colpo di fulmine. La loro unione è resa da una danza intensa e passionale, avvolta però in un velo di delicatezza. Tutto lascerebbe pensare ad una storia d’amore felice; ben presto, però, la situazione si complica. La crisi economica, le conseguenze del dopoguerra, l’attesa forse insperata di una rivoluzione fanno da scenario alla vita fatta di stenti che i due artisti conducono. “L’arte non può essere semplice, il denaro corrode l’arte”, ripetono come un mantra. L’unica volontà della coppia pare essere quella di vivere il loro amore e la propria arte all’interno di un microcosmo, pieno però di difficoltà. Lavinia e Walter non hanno nemmeno un letto sul quale dormire, il loro giaciglio è un’amaca. Walter comincia a soffrire la fame, ma non c’è nulla da fare. La loro arte non può essere corrotta dal denaro. La scelta di non sacrificare l’arte al denaro porta, però, ad un tragico epilogo. Una notte, presa da un raptus di follia a causa di un tradimento, Lavinia uccide Walter.

 

I due sognavano di vivere il loro amore in un mondo in cui l’unica protagonista sarebbe stata la loro arte, ma hanno finito per soccombere sia all’amore che all’arte. Il tragico finale non fa altro che accrescere l’atmosfera di angoscia, disillusione e disperazione che ha caratterizzato la biografia dei due artisti. I dialoghi sono essenziali, ridotti al minimo. Sono ben più importanti i movimenti dei due protagonisti, scanditi e dettati dalla presenza sulla scena di due musicisti. La semplicità della scenografia, l’accuratezza filologica dei costumi che Lavinia e Walter disegnano, nonché i movimenti dei due protagonisti sono i veri punti di forza di Gasping, uno spettacolo che ci lascia davvero “senza fiato”.

 
Giacomo Moceri